L’area è situata nella fascia di territorio collinare racchiusa a nord dalla scarpata meridionale dell’Altopiano e a sud dalle dorsali collinari della Pascolara che confinano poi direttamente con la pianura alluvionale.

Il percorso è creato da un fondo agricolo situato nella prima area collinare di Bassano del Grappa in direzione zona Delle Acque verso la Strada Comunale di Rivon, oggi via Pascolara. Qui tra le altre sorgono la chiesa di S. Giorgio e altri importantissimi insediamenti del periodo Longobardo su preesistenze Romane e Paleovenete.Costituito ante 1835 e facente parte della originaria proprietà Michiel di villa Angarano il fondo si estende su 6.4 h di terreno e dalla data di acquisizione resta invariato fino ad oggi. Al centro di codesto fondo, nella sella tra le due zone collinari, vi sono edificati due fabbricati rurali, qui si sviluppano alcune culture specializzate in rapporto con la struttura del territorio. Dal punto di vista naturalistico la zona è conosciuta per le sue risorgive acquose, l’area comprende anche la limitrofa Oasi Gemma, ex cava di basalto di proprietà dell’Amministrazione Comunale di Bassano del Grappa. La caratteristica geologica e morfologica del terreno è fondamentalmente vulcanica e pertanto l’abbondanza di basalto e pietre calcaree ha reso possibili le costruzioni degli edifici con i materiali locali, si noti infatti che il fabbricato è stato eretto direttamente e quasi esclusivamente con le pietre del posto. La presenza dei numerosi muri a secco constata che l’intero territorio, anche fuori dalla zona di estrazione della cava è delle stesse. I numerosi muri a secco che si trovano disseminati nella proprietà, sono principalmente lungo i confini dove sarà possibile costituire un sentiero circolare, ma soprattutto in prossimità delle zone dell’uliveto mentre dove una volta era piantato il vigneto troviamo terrazzamenti che oggi sono completamente precipitati. Un progetto specifico che contrasta l’abbandono delle aree agricole terrazzate, di cui la Regione Veneto è partner capofila dell’iniziativa nella Comunità Europea, ha già individuato nel Canale del Brenta la ricchezza e la varietà dei manufatti presenti sul territorio, pertanto l’importanza della valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale in questa area emerge con grande unicità e ripristinare l’identità originale del fondo e le sue culture, a partire dalla ricostruzione della struttura muraria a secco e dei terrazzamenti, è di grande valore.

Sistemazione delle aree di risorgiva e mantenimento del deflusso naturale delle acque.
Installazione di cartellonistica didattica con indicazioni sugli habitat, flora e fauna.
Predisposizione di punti di osservazione per la fauna selvatica e le zone umide.
Realizzazione di passerelle in legno e sentieri segnalati per consentire la percorrenza senza impatto sugli ecosistemi.
Bonifica dell’area, contenimento della vegetazione infestante e recupero degli habitat umidi.

Nel territorio in esame sono presenti unità litologiche appartenenti sia alla Formazione di Salcedo che quella dei Calcari di Lonedo; quest’ultima, la più recente, si sviluppa soprattutto verso sud dove va a costituire le dorsali collinari prossime alla pianura immergendosi rapidamente al di sotto del materasso alluvionale antistante.
Più a monte sono presenti invece unità stratigrafiche di origine vulcanica, quali vulcanoclastiti e lave basaltiche, interposte a rocce calcarenitiche o ad arenarie ad elevata componente terrigena; si tratta di una formazione alquanto eterogenea contraddistinta da notevoli variazioni composizionali sia in senso verticale che orizzontale (Formazione di Salcedo).
I depositi vulcanici hanno caratteristiche tipicamente lentiformi e sono associati spesso a locali manifestazioni di tipo eruttivo riconoscibili come neck o camini vulcanici. Anche a monte dell’area d’intervento affiorano rocce basaltiche e prodotti vulcanoclastici con potenze variabili che appaiono superficialmente alterati od ossidati con evidenti fenomeni di desquamazione sferoidale.
Per quanto riguarda invece i depositi sedimentari, è stata osservata una forte analogia con i litotipi marnoso-arenacei dell’unità immediatamente inferiore (Formazione di Calvene) tanto da essere distinti con difficoltà nelle zone dove sono assenti le colate basaltiche ad essi intervallate; le facies più ricorrenti sono infatti quelle a componente terrigena, quali marne più o meno arenacee ed arenarie silicoclastiche facilmente erodibili da parte delle acque di dilavamento meteorico.
Per quanto riguarda i depositi incoerenti le rocce terrigene esaminate determinano spesso coltri detritiche di copertura prodotte dall’alterazione e dalla disgregazione superficiale della loro compagine rocciosa, distribuite con spessori medi di 1-2 m nelle aree più moderatamente inclinate del territorio collinare. Nei fondovalle i numerosi corsi d’acqua torrentizi hanno determinato ampie zone di deposito alluvionale (alluvioni di fondovalle e conoidi di deiezione) a granulometria limoso-argillosa e limoso-sabbiosa che contengono localmente piccole falde acquifere sotterranee a ridotta profondità nel sottosuolo.
La proprietà si trovava in gravi situazioni di deterioramento dal punto di vista ambientale perché lo strato di abbondante vegetazione coprente è distruttiva, dal punto di vista paesaggistico non rendeva più possibile fruire della meravigliosa area collinare e i muri a secco antichi di due secoli, considerati “insediamenti architettonici storici” e punto di partenza culturale di un progetto educativo legato al territorio.
Il territorio di Angarano è ricco di beni storici e naturalistici, i collegamenti tra le aree di interesse culturale e turistico sono numerosi e già in funzione con percorsi ciclabili e passeggiate a piedi lungo tutto il tragitto che collega Bassano del Grappa con i paesi pedemontani e montani. Per ciò che riguarda il valore paesaggistico e la percorrenza del fondo, vista la sua morfologia, sono già presenti i sentieri di collegamento tra il fondo e l’Oasi Gemma, collegamento che ridiscende sul versante opposto e crea un anello di congiunzione che un tempo serviva a trasportare i beni prodotti dal fondo.